Burro di cocco

I benefici del Burro di Cocco

Lo sapete già, non tutti i grassi sono dannosi, pensate ai benefici del nostro olio extra vergine di oliva. Se sui benefici di quest’ultimo siamo tutti d’accordo, i pareri sul burro di cocco sono contrastanti. C’e chi dice che comunque fornisce acidi grassi saturi (per intenderci quelli presenti nel burro ottenuto dalla lavorazione della panna) e quindi potenzialmente pericoloso per la salute cardiovascolare. Altri sostengono che i benefici siano notevoli soprattutto se scelto di buona qualità e usato in giuste dosi.

La maggior parte dei grassi del burro di cocco è costituita dall’ACIDO LAURICO a catena media di facile utilizzo da parte del corpo e con un rilascio di energia a lungo termine contribuendo quindi ad un buon senso di sazietà (gli integratori per sportivi a base di acidi grassi a media catena sono generalmente preparati a partire dall’olio di cocco). Inoltre essendo spremuto a freddo e a basse temperature, conserva tutte le proprietà nutritive.

I MCT, trigliceridi a media catena, contenuti nell’olio di cocco creano un rilascio di energia a lungo termine e aiutano ad aumentare il metabolismo e la perdita di grasso. Gli acidi grassi a catena media non sono memorizzati come grasso nel corpo e sono utilizzati immediatamente dal fegato come fonte di energia.

Benefici del burro di cocco

L’acido laurico contenuto nell’olio di cocco è anti parassitario, anti fungino, antibatterico e anti virale, contribuisce dunque a creare un ambiente inospitale per virus e batteri.

I composti anti-virali contenuti nel burro di cocco possono far guarire più velocemente dall’herpes labiale e anche fornire sollievo dal dolore.

Uso del burro di cocco

Il burro di cocco, che rimane solido fino a 24° può essere usato come tale spalmato sul pane come il burro tradizionale e anche per cucinare dato il suo alto punto di fumo, non producendo sostanze nocive. Ottimo anche nella preparazione di dolci impiegato nelle ricette vegane.

Lo si può consumare crudo nella forma liquida: un cucchiaino di olio di cocco prima dei pasti principali fa aumentare il senso di sazietà. La scienza ha rivelato che i chetoni (che si producono quando si consuma olio di cocco) possono portare a ridurre l’appetito

In tutta sincerità io lo utilizzo anche come crema viso alla sera o sul corpo come crema idratante dopo la doccia per una pelle veramente morbida.

Categorie: Blog, news, Ricette

Parte 5: Fiducia in te stesso

E arriviamo all’ultima lettera della formula R (risultati)= (O+M+A+R) x F dove F sta per FIDUCIA IN SE’ STESSI

Puoi avere tutti gli strumenti necessari per realizzare i tuoi obiettivi ma se non credi in te stesso fallirai.

La fiducia in te stesso rappresenta le fondamenta su cui costruisci il percorso di cambiamento verso il risultato desiderato: se il terreno è fragile il palazzo crollerò facilmente.

La fiducia in noi stessi non è innata ma la si può costruire, sviluppare, rafforzare attraverso alcune strategie:

  1. Stabilisci un piccolo obiettivo, un piccolo passo e fallo! Gli obiettivi funzionano se vengono raggiunti e più obiettivi raggiungi più cresce la tua autostima, un vero circolo virtuoso. Potresti dirti: “Mi alzo 10 minuti prima per fare una colazione più curata”. Oppure: “Penso alla sera quello che vorrò mangiare a pranzo il giorno dopo”.
  2. Inizia a pensare che ce la puoi fare. Continuare a lamentarti, guardando al passato e ricordando tutte le volte in cui hai fallito non ti aiuterà. Ricorda a te stesso: “Nelle diete passate ho mollato ma stavolta sento che sono cambiato e ce la faccio”.
  3. Invece di pensare ai tuoi problemi, alle difficolta, impara a concentrarti sulle soluzioni di quei problemi. Tante persone dicono: “Non riesco ad evitare di abbuffarmi al rientro del lavoro”. Intanto faccio in modo di non arrivare a casa affamato facendo una buona merenda. Riesci a farlo più volte nella settimana e poi sempre più spesso, ecco che la tua autostima aumenterà.
  4. Agisci sempre in base alle tue esigenze reali, la dieta dell’amico, quella dissociata, il digiuno intermittente e chi più ne ha più ne metta, possono non essere adatte a te. Non sarai quindi tu sbagliato e incapace di raggiungere i tuoi obiettivi ma semplicemente avrai preso il treno sbagliato.

Prendi la strada giusta, rispetta il tuo corpo e le tue esigenze e diventerai una persona più sicura e confidente nelle tue capacità.

E i risultati arriveranno!

Categorie: Alimentazione, Blog

Parte 4: Le tue Risorse

Eccoci all’ultima R dell’acronimo R= (O+M+A+R) x F dove R sta per RISORSE

Cosa sei in grado di fare per raggiungere il tuo obiettivo? Hai già un sacco di abilità, basta farle emergere e metterle in pratica.

Qualcuno potrebbe dire:

“Non so organizzarmi…”. La domanda che ti faccio è: hai mai fatto la lista dettagliata di quello che vuoi fare?

“Non sono costante…”. Ma io penso: eppure sei estremamente efficiente nella gestione del lavoro, della casa, dei figli. Come fai? Che strategie usi? Ti basta applicarle nella gestione della tua alimentazione.

“Sono una persona pigra, non sono mai stato sportivo…”. Io però ti suggerisco: inizia con piccoli step, magari comprati un paio di scarpe adatte alla camminata e già questo tipo di investimento ti stimolerà ad uscire. Basta iniziare con qualche minuto al giorno, organizzando il tuo tempo per evitare di saltare i giorni.  Il corpo in movimento contribuisce alla produzione di endorfine, ormoni che stimolano il buon umore e come in un circolo virtuoso sarà proprio il benessere che proverai facendo movimento a stimolarti e a farti trovare le risorse per continuare a farlo.

Potresti avere convinzioni che rappresentano ostacoli nell’usare le tue RISORSE: “Mi basterebbe poter mangiare il pane assieme alle verdure che mi sentirei soddisfatto ma mi è stato detto che devo togliere i carboidrati per dimagrire e proprio non ce la faccio, piuttosto non mangio le verdure”. Rivolgiti a chi ha competenze e può darti le informazioni giuste affinché la tua alimentazione rispetti le tue capacità e ti dia soddisfazione e allora troverai tutte le risorse che ti serviranno per mantenere la strada verso il tuo obiettivo.

E infine circondati di persone che ce la stanno facendo, esempi virtuosi, per ricevere suggerimenti sulle risorse da mettere in campo e che tu riuscirai a trovare dentro di te.

Per continuare a leggere clicca su Parte 5: Fiducia in te stesso

Categorie: Alimentazione, Blog

Parte 3: Piano d’Azione

E siamo arrivati alla lettera A del nostro acronimo R= (O+M+A+R) x F che sta per AZIONE.

Avere un piano d’azione per attuare il tuo cambiamento sia che tu voglia dimagrire o diventare più attivo o qualsiasi altra cosa, è alla base per raggiungere il risultato. AGIRE! Puoi anche non avere forti motivazioni ma se inizi ad agire, saranno proprio queste azioni ad incoraggiarti e a motivarti perché sai che ce la potrai fare. La dietista potrà darti alcune indicazioni ma dovrai essere tu a trovare il modo per metterle in pratica.

Come fare la spesa per avere in casa le cose che ti piacciono, più facili da gestire e che ti facilitino la vita anziché complicartela? In che momento della giornata andrai a fare la spesa e con che frequenza?

Come organizzare i pasti, se lavori fuori casa e ti devi portare il pasto da casa o se rientri alla sera tardi sarà opportuno programmare quando preparare per non ritrovarti davanti al frigo a chiederti “E adesso cosa mangio?” Mentre prepari per la cena che hai programmato o comunque pensato con un minimo di anticipo puoi raddoppiare la dosi per averne anche per il giorno dopo.

E le uscite con gli amici? Indispensabile avere un piano d’azione e mantenerlo: “Stasera vorrò mangiare un buon primo e un contorno e non mi farò trascinare dagli altri”.

E l’attività fisica, quando troverai il tempo per farla? Quando pensi di non poter trovare il tempo, fatti un elenco dettagliato di tutto ciò che fai in una giornata (compresi quei minuti passati a guardare il telefono o a stirare le mutande e gli asciugamani o a guardare la serie su Netflix che tanto non scappa) e ritagliando 10 minuti qua e 10 minuti là troverai quella mezz’ora per fare attività fisica in casa o per una bella passeggiata energica (finchè non riapriranno le palestre e le piscine).

Puoi coinvolgere anche altre persone nel tuo piano d’azione, per poter essere aiutato, sorretto, persone di cui hai stima che potranno diventare tuoi sponsor.

E infine scrivi nel dettaglio le AZIONI che hai intenzione di mettere in pratica per non perderle mai di vista, sarai facilitato nel raggiungere i risultati desiderati. 

MI ORGANIZZO E AGISCO!!!

Per continuare la lettura clicca su Parte 4: le tue Risorse

Categorie: Alimentazione, Blog

giornata mondiale dell'obesità

Giornata Mondiale dell’Obesità

Oggi 4 marzo è la giornata mondiale per la prevenzione dell’obesità e del sovrappeso. L’obiettivo è aumentare la sensibilizzazione verso un problema che colpisce il 50% della popolazione adulta e il 30% dei bambini e adolescenti del pianeta.

Ieri ho seguito la conferenza istituzionale WorldObesityDay 2021 trasmessa dalla Camera dei Deputati e ho trovato che l’intervento più interessante sia stato quello del Dott. Luca Busetto, presidente eletto della SIO, Società Italiana dell’Obesità, che ha parlato dello STIGMA clinico ancora prima che sociale nei confronti dei soggetti obesi.

Il Dott. Busetto afferma che fino a quando l’obesità non verrà riconosciuta come una vera e propria patologia, finchè verrà considerata solo come conseguenza di un’alimentazione eccessiva e di scarso movimento e i soggetti obesi come individui privi di volontà, mancherà la necessaria attenzione per investire verso la ricerca e nello sviluppo di trattamenti per combatterla. Le cause dell’obesità sono complesse, spesso legate a meccanismi biologici che meritano la stessa attenzione che il mondo scientifico ha verso altre malattie croniche.

Il Dott. Busetto ha inoltre spiegato che l’obesità è la conseguenza di molteplici cause tra cui la genetica, la qualità del cibo più che la quantità, lo stress cronico, la scarsa qualità del sonno, vari fattori inquinanti, tutti elementi che possono alterare il nostro bilancio energetico. La disregolazione di questi meccanismi fa si che i soggetti obesi continuino a mangiare di più quindi possiamo affermare che la sovralimentazione rappresenti un sintomo, una conseguenza e non la causa dell’obesità. Inoltre quando il soggetto obeso cerca di perdere peso si innescano meccanismi biologici, spesso più potenti della forza di volontà, che portano al recupero dei chili persi. La situazione da affrontare è quindi spesso molto complessa e va trattata in modo adeguato.

Durante il congresso è stato messo in evidenza non solo la correlazione tra obesità e rischio aumentato di mortalità cardiovascolare, di insorgenza di diabete di tipo 2, tumori e alterazioni metaboliche complesse ma anche la correlazione con la mortalità da Covid-19. Da recenti studi pubblicati da Obesity Reviews, rivista medica ufficiale della World Obesity Federation è emerso che le persone obese che hanno contratto il Coronavirus hanno avuto il 113% in più di probabilità di essere ospedalizzate, il 74% in più di essere ricoverate in terapia intensiva ed il 48% in più di perdere la vita, rispetto ai pazienti normopeso.

Cosa fare quindi? Innanzitutto un lavoro educativo sui medici, sugli addetti ai lavori e sul sistema sanitario nazionale oltre ad una maggiore regolamentazione sui social dove il problema obesità viene trattato in modo assolutamente inadeguato.

Solo coinvolgendo il maggior numero di persone sarà possibile riconoscere l’obesità come problema di salute, ridurre la stigmatizzazione che spesso la accompagna e individuare strategie efficaci per la prevenzione e il trattamento.

Penso inoltre che sia necessario adottare il linguaggio people-first che riconosce prima la persona rispetto la patologia di cui è affetta. Evitiamo di parlare di pazienti obesi ma diciamo “persone affette da obesità”, come per una qualsiasi altra patologia.

Categorie: Alimentazione, Blog