Ti stai abituando a essere pigro

Ti stai abituando a essere pigro?

Stai sul divano per buona parte della giornata? L’unica attività fisica che fai sono i pochi passi dalla cucina al soggiorno? Stai ALLENANDO la pigrizia! Può sembrare paradossale ma anche la pigrizia è qualcosa che tu alleni finchè diventa un abitudine. Non siamo nati pigri ma lo diventiamo a forza di non far niente o continuando a dare la priorità a cose da fare diverse dalla presa in cura del nostro corpo. Siamo impegnati dal lavoro, dalla cura della casa e dei figli e ci dimentichiamo che il nostro corpo deve mantenersi attivo per mantenersi in salute. In questo periodo di quarantena per molti l’attività lavorativa è sospesa e il tempo libero a disposizione non manca, quindi quello che fai adesso ti deve servire per essere allineato con lo stato di benessere e forma fisica che vorrai avere una volta uscito da questo lockdown. Cosa vuoi creare adesso per poter viaggiare bene quando il motore ripartirà?

Domandati: qual è il mio obiettivo? Se alla fine di questo periodo voglio arrivarci grasso e stanco, sto in casa sul divano a guardare serie tv e a smangiucchiare, allora questo sistema sarà funzionale al mio obiettivo. Ma non credo sia così!

Ricordati: se adesso mangi in modo disordinato, sei totalmente inattivo e non ascolti il tuo corpo non stai semplicemente trascurando la tua dieta o perdendo la forma fisica ma stai CREANDO UN SISTEMA nel quale ti ci abituerai e rischi di portarlo con te una volta rientrati nella normalità.

Ti consiglio di creare dei rituali quotidiani fissando obiettivi chiari e numerici, ad esempio ti vuoi allenate tre volte alla settimana con esercizi aerobici per 50/60 minuti e un paio di volte alla settimana con esercizi di stretching, pilates o yoga. Una parte di parete libera e un pavimento saranno la tua palestra domestica.

ginnastica davanti alla tv

Puoi allenarti seguendo lezioni in diretta online organizzate dalle palestre, oppure puoi cercare video su youtube, ne trovi per tutti i gusti e capacità fisiche. Puoi metterti in contatto con l’amico particolarmente sportivo che ti incoraggerà e ti darà spunti interessanti. Parti con brevi allenamenti ma usa la costanza, fai qualcosa tutti i giorni che ti dia soddisfazione e sensazione di benessere.

Approfitta di questo periodo per migliorare la tua vita prendendoti veramente cura di te stesso.

ginnastica col cane

 

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Piatto finito

Cotolette di zucchine e scamorza

Ho raccolto il suggerimento di una mia cliente e ho fatto questa ricetta trovandola veramente gustosa.

INGREDIENTI PER 4 COTOLETTE

Zucchine 300 g

Scamorza 50 g

Pangrattato 30 g (4 cucchiai)

Parmigiano 20 g (3 cucchiai)

Sale fino, pepe e noce moscata qb

Per l’impanatura: un uovo e pangrattato (circa 40 gr.)

Un filo d’olio extravergine d’oliva per ungere la carta forno

Ho lavato e grattugiato le zucchine, le ho riposte in un colino con un po’ di sale affinché possano perdere la loro acqua. Ho grattugiato la scamorza, l’ho unita alle zucchine e ho insaporito con sale, pepe e noce moscata. Ho aggiunto il pangrattato e il formaggio parmigiano, ho impastato e formato delle polpette schiacciate.

Grattugiato di zucchine

Ingredienti

Le ho passate nell’uovo sbattuto e nel pane grattugiato schiacciandole bene.

impanatura

Con un pennello ho unto leggermente la carta forno dove le ho adagiate, lasciate cuocere a 180° c per 20 minuti, girandole a metà cottura per ottenere una perfetta doratura.

Caratteristiche nutrizionali:

Il piatto è bilanciato grazie alla presenza delle ZUCCHINE, composte per circa il 95 % d’acqua, verdura che fornisce pochissime calorie e ha un buon contenuto di Vit. A, Vit. C e tanto Potassio. La SCAMORZA è un formaggio a pasta filata di breve stagionatura, semigrasso e fornisce 280/300 Cal per etto. Ottima fonte di Calcio, Fosforo, Sodio, Vitamine del gruppo B e Vit. E.

In questa ricetta la presenza della scamorza è minima rispetto le zucchine e pur con l’aggiunta di poco parmigiano, poco pane e l’uovo per l’impanatura, i grassi e i carboidrati forniti sono ragionevoli e quindi il piatto è adatto anche in una dieta ipocalorica.

Ho calcolato l’apporto calorico ogni cotoletta fornisce 120 Cal.  4,5 gr. di Lipidi e 13 gr di Carboidrati.

Con l’aggiunta di tante verdure il pasto è completo. Buon appetito!

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Sito Non lo voglio mangiare!

Questo non mi va, non lo mangio!

In questo periodo i nostri figli sono a casa da scuola quindi sia a pranzo che a cena si è a tavola tutti assieme… ma che fatica farli mangiare, soprattutto la verdura e la frutta. Molti bambini in età prescolare (5-6 anni) e non solo, sono difficili nel mangiare, sono selettivi e diffidenti e fanno diventare i pasti delle vere lotte.

“Ma perché a scuola mangiavi tutto e a casa fai tutte queste storie?” Sarà che a scuola vedono gli amichetti mangiare o che arrivano ai pasti con più appetito, comunque sia mettersi a tavola con bimbi inappetenti o capricciosi è un vero tormento.

Cos’è la Neofobia

Tra i comportamenti più naturali che i bambini adottano c’è la NEOFOBIA cioè la paura nei confronti del “nuovo”. Noi adulti sappiamo il sapore e la consistenza che avrà la verdura nel piatto ma il bambino, davanti a un cibo nuovo, non lo sa. Quindi una prima strategia è incoraggiare il piccolo almeno all’assaggio, evitando di forzarlo eccessivamente e soprattutto dando il buon esempio. Un bambino può aver bisogno di 10-15 assaggi di un cibo nuovo per sviluppare una preferenza per esso, quindi è indispensabile non rinunciare dopo i primi tentativi.

Bimba rifiuta cibo

Quando sarà possibile, porta il tuo bimbo a fare la spesa con te, scegli insieme a lui la verdura e la frutta, comprando di volta in volta qualcosa di nuovo. In questo periodo di quarantena, se hai la disponibilità di un orto coinvolgi tuo figlio a piantare la verdura, a seguire tutto il processo di crescita e poi raccoglila assieme a lui.

Coinvolgi il tuo piccolo nella preparazione di cibi sani, non solo biscotti e pizzette, ma anche polpettine di carne e di pesce, crocchette di legumi e macedonie di frutta o anche semplicemente nel lavare ciò che serve per preparare il pasto. Inoltre puoi creare facce e disegni con il cibo nel piatto tagliando la verdura e la frutta in forme diverse.

Consiglio di utilizzare anche la strategia del “premio”, ovviamente non commestibile, una sorta di ricompensa quando tuo figlio assaggia un nuovo alimento. Questo serve a migliorare la motivazione del tuo bimbo ad assecondare la tua richiesta. Ho specificato che il premio non dovrà essere un gelato, della cioccolata o qualsiasi altro cibo particolarmente amato dal bimbo perché si potrebbe creare l’abitudine di individuare nel cibo “buono e peccaminoso” una ricompensa allo stress, alle tensioni, alle preoccupazioni che potrebbe portarsi in età adulta.

Quando il bimbo è cocciuto e continua a rifiutare non sforzarlo troppo all’assaggio: offrire non significa obbligare. Mantieni la calma e riproponi il piatto a distanza di qualche tempo, magari cambiando la cottura o la presentazione. La tua costanza, perseveranza e il buon esempio prima o poi saranno premiati.

bambina mangia verdure

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Tentazione - Oscar Wilde

Come resistere alle tentazioni

Le tentazioni alle quali mi riferisco non sono solo quelle verso il cibo, ma anche la tentazione di poltrire davanti alla tv, quella di guardare continuamente il telefono per vedere ciò che viene pubblicato sui social, la tentazione di fumare tanto o di bere un bicchiere di troppo. Sono tutte tentazioni che condizionano le nostre azioni e dipendono sostanzialmente dalla risposta che il nostro cervello ha di fronte a qualcosa che soddisfa un bisogno, un desiderio: la produzione di dopamina. Ci aspettiamo che da una determinata azione ne scaturisca piacere, cediamo alla tentazione, parte il rilascio di dopamina e questa ci regala un forte senso di appagamento. Ecco perché è difficile resistere a qualcosa che sappiamo per esperienza darci piacere e se questa dinamica viene ripetuta più volte si instaurerà un’abitudine a cedere a quelle azioni per provare piacere immediato, andando però in una direzione che non vogliamo.

 Come posso resistere alle tentazioni?

Tra i primi suggerimenti che mi sento di dare c’è quello di PRENDERE TEMPO. Come un’onda che si alza, cresce, fino ad infrangersi a riva, anche la voglia di quel cibo che sembra inizialmente fortissima e incontrollata, se lasci passare una decina di muniti esercitando la tua resistenza, grazie alla capacità di controllare le tue azioni, tenderà a sfumare. Resisti 10/15 minuti, facendo cose che ti impegnano e la tentazione svanirà o comunque l’impulso sarà più sfumato.

Altro suggerimento: se sai che in un determinato momento della giornata, ad esempio dopo cena, sul divano, mentre guardi la tv, avrai sicuramente la tentazione di mangiare biscotti o patatine, e lo sai per certo perché lo fai ormai tutte le sere, CAMBIA SETTING. Guarda la tv in un’altra stanza se sei abituata al salotto, evita di sederti sul divano ma rimani sulla sedia, mentre guardi la tv tieni le mani impegnate (sai lavorare a ferri o fare modellismo?)

Molto utile sarà inoltre pensare ancora prima che si manifesti la voglia di mangiare che ce la puoi fare, che in passato non riuscivi a resistere ma che adesso stai acquisendo gli strumenti per farcela. Ripeti più volte nella giornata, come un mantra, qualcosa del genere: “Posso resistere alla voglia di cioccolato mangiandone UN SOLO PEZZETTO”.

Ecco quindi l’ultimo suggerimento: non pretendere di passare da un eccesso ad una restrizione totale, prendi qualcosa di meno rispetto il giorno prima o qualcosa di diverso, più salutate, e vedrai che in poco tempo potrai dire di aver ceduto alla tentazione, in maniera consapevole, proprio per liberartene.

resistere-tenatazioni

 

 

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