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A chi non piace il cioccolato?

Sono veramente poche le persone che non lo mangiano e a cui non piace. C’è chi lo preferisce al latte, bianco (questo contiene solo burro di cacao), aromatizzato con spezie, aromi o liquori ma se ragioniamo in termini di salute quello fondente è senz’altro il migliore. L’ingrediente infatti più salutare del cioccolato è il cacao, e tutti i benefici del cioccolato si riscontrano solo se la percentuale di cacao è sufficientemente elevata,  almeno il 65%.

Vediamo quali sono le più importanti proprietà del cioccolato fondente, evitando di elencare quelle legate a falsi miti come ad esempio che il  cioccolato è afrodisiaco (chi ci crede può continuare a pensarlo anche se mancano le prove scientifiche…)

CioccolatoE’ ricco di flavonoidi ,antiossidanti vegetali che inibiscono l’ossidazione del colesterolo “cattivo”,  combattendo la formazione di coaguli sanguigni e controllando la pressione arteriosa.

E’ naturalmente ricco di minerali, tra cui ferro, magnesio, potassio, calcio, minerali essenziali che rafforzano i muscoli e migliorano il rendimento fisico.

Diversi studi hanno dimostrato che il cioccolato fondente contribuisce al processo fisiologico  di produzione di serotonina, un neurotrasmettitore in grado di incrementare il buon umore, utile nelle sindromi premestruali quando è più facile andare alla ricerca di dolci, in grado di placare la fame nervosa. Inoltre il cioccolato fondente contribuisce a  ridurre il cortisolo, l’ormone dello stress.

 

Avete notato che il cioccolato fondente, anche consumato in piccole quantità, produce una sensazione di sazietà prolungata? Questo grazie alla presenza di fibre solubili e grassi che aiutano non solo a sentirsi sazi più a lungo ma anche a  ridurre il desiderio di altri alimenti dolci . Inoltre migliora la sensibilità all’insulina, favorendo l’assorbimento di zuccheri piuttosto che il loro accumulo sotto forma di grasso.

 

Il momento migliore per consumare il cioccolato è a metà mattina o a metà pomeriggio, come spuntino. Ne basta un pezzetto  abbinato alla frutta, a semi oleosi o a cereali integrali.

 

Come acquistare un buon cioccolato fondente

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Per acquistare un cioccolato fondente  di buona qualità è bene fare attenzione all’ etichetta.  Il cioccolato migliore dovrebbe contenere solo pasta di cacao, burro di cacao e zucchero in piccola quantità.

La pasta di cacao deve essere superiore al 43% e questa  determina l’aroma del cioccolato. Esiste poi un cioccolato definito extrafondente in cui la percentuale minima di cacao è del 75% e un cioccolato detto extra-amaro in quanto la pasta di cacao è in una percentuale compresa tra l’85% e il 90%.

Non devono essere presenti grassi vegetali diversi dal burro di cacao, che dovrà essere presente almeno per il 28% . Questo viene usato per rendere il cioccolato più morbido ma avendo un costo elevato spesso viene mischiato con altri grassi vegetali che per legge possono essere aggiunti fino a un massimo del 5 %.   La presenza di olio di palma o di burro di karitè riduce notevolmente la qualità del cioccolato.

Tra gli ultimi ingredienti troviamo lo zucchero che per legge deve essere presente almeno per un 1%.  Alcuni produttori aggiungono dolcificanti,  meglio scegliere un cioccolato con poco zucchero, magari non raffinato quindi di canna integrale, o al massimo con dolcificanti naturali come la stevia  piuttosto che con sostanze dolcificanti di sintesi.

Molti tipi di cioccolata contengono aromi per renderla più profumata, meglio scegliere quindi quelle senza aromi perchè potrebbero essere artificiali, e la lecitina, sostanza aggiunta come emulsionante, in questo caso naturale perché estratta dal tuorlo d’uovo o dalla soia.

Via quindi i sensi di colpa ma consumate cioccolato fondente di buona qualità:  fa bene,  mette di buon umore e non fa ingrassare se consumato in modeste quantità.cioccolato-fondente-1024x768

Categories: Alimentazione, Blog

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Pane integrale

Il pane integrale che faccio in casa non richiede un abilità particolare, serve però tempo per farlo lievitare dal momento che utilizzo solo un grammo di lievito di birra per mezzo chilo  di farina.

 

Ingredienti

500 gr di FARINA INTEGRALE       20180312_135918

1 gr di LIEVITO DI BIRRA

350 ml di ACQUA

Un cucchiaino di MIELE

7/8 gr di SALE FINO (un cucchiaino)

Un cucchiaio di OLIO

 

 

 

Procedimento

Metto in una boule la farina integrale,  aggiungo 350 ml di acqua dove ho sciolto il miele e il lievito, inizio a mescolare e aggiungo il sale.

Lavoro l’impasto per alcuni minuti finché il panetto non è pronto per lievitare (risulterà  morbido). Lo lascio riposare coperto da un canovaccio, dentro al forno spento, per 12 ore.

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L’impasto si presenterà così ma non spaventatevi, è molto morbido ma si riesce a lavorare, basta infarinare bene la spianatoia.

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Lo impasto  ripiegandolo più volte su stesso, lo metto in uno stampo da plum cake leggermente unto e infarinato e lo lascio riposare per altre 4 ore finché sarà ben lievitato.

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Cuocio in forno preriscaldato a 200°C per 25 minuti.

Tolgo il pane  dallo stampo e lo rimetto in forno capovolto per altri 20/25 minuti a 180° C  affinché sia ben cotto anche nella parte inferiore.

Il pane è pronto!  BUONISSIMO

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Fare il pane in casa è divertente,  e sappiamo quali ingredienti usiamo. La FARINA INTEGRALE BIOLOGICA  è la farina in assoluto più completa perché contiene tutte le parti del chicco, dalla crusca al germe, ed è particolarmente ricca di fibre vegetali, vitamine, sali minerali e proteine. La piccolissima quantità di lievito di birra utilizzato lo rende particolarmente digeribile.

Ottimo consumato a colazione, leggermente tostato, con marmellata, miele e  ricotta o con una fettina di prosciutto e nei pasti principali in abbinamento al secondo e alla verdura.

 

 

 

 

Categories: Ricette

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Quando mangi senza avere veramente fame sai riconoscere di che fame si tratta? I 9 tipi di fame

La fame è un importante segnale che percepiamo e che ci porta a mangiare ma è altrettanto importante imparare a decifrarla. Infatti non è detto che si tratti sempre di fame organica: se ad esempio dopo aver mangiato, quando lo stomaco è ancora pieno, abbiamo di nuovo voglia di mangiare qualcosa, ci troviamo di fronte ad un segnale non imputabile ad una necessità organica.

Lo sai che esistono ben 9 tipi di fame? Imparare a riconoscerli ti aiuterà a  migliorare il tuo rapporto col cibo.

FAME DEGLI OCCHI

Davanti alla vetrina di una pasticceria, o di cibi appetitosi e ben presentati la fame degli occhi si scatena.  C’è anche il modo di dire “Ti tirano più gli occhi della pancia”. La fame degli occhi si nutre di qualsiasi forma di bellezza.

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FAME DEL NASO

L’olfatto è un senso direttamente in contatto con la parte più antica del nostro cervello ed è determinante per l’appetibilità di ciò che mangiamo, l’odore  del cibo stimola una fame specifica collegata alla memoria. “Il profumo del cibo di casa!”

FAME DELLE ORECCHIE

Non è molto considerata ma il rumore che il cibo produce quando si spezza o quando viene masticato, stimola la voglia di mangiare, soprattutto se “scrocchia”, come i grissini, le patatine e tutto ciò che è secco.

FAME DELLA BOCCA

Rappresenta la funzione primaria di sopravvivenza. La bocca è un organo molto raffinato che se viene sovrastimolato richiederà sempre di più, come ad esempio quando mangiamo le patatine, il mix di grassi e di sale, sapientemente dosato da chi le produce, eccita le papille gustative che diranno al cervello di continuare a mangiarne.

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FAME DEL TATTO

Importante nello sviluppo psicomotorio dei bambini che devono sperimentare prima con le mani. E nell’adulto? Quanto desidero questo cibo perché mi attrae dal punto tattile? “Mi piace mangiare la pizza con le mani” ,  “ Mi gusto il pollo solo se lo mangio con le mani”

FAME DELLO STOMACO

Lo stomaco non ha organi di gusto ma ci dice solo quando è pieno, vuoto, troppo pieno, ci da solo sensazioni di volume. Come ci si sente quando lo stomaco è troppo pieno? Siamo in grado di riconoscere le sensazioni intermedie che precedono l’eccessiva pienezza? Lo stomaco può essere rieducato,  introdurre meno di quello che pensavamo fosse un reale bisogno organico, anche solo per qualche giorno, ci farà sentire una minore fame di stomaco.

FAME DEL CORPO

Se seguiamo una dieta senza carboidrati o troppo restrittiva e ad un certo punto abbiamo difficoltà a continuarla,  è perchè il nostro corpo ci richiede ciò di cui ha bisogno e che noi non gli stiamo fornendo. All’opposto, quando siamo ammalati, è il nostro corpo che ci dice che non vuole cibo.

FAME DELLA MENTE

E’ la fame che ci stacca dal nostro corpo. Troppe indicazioni, prescrizioni, imposizioni ci portano  a decidere cosa e come mangiare. Se il corpo viene ignorato, rischiamo di dividere i cibi in buoni e cattivi solo in base ad indicazioni che provengono dall’esterno. “Mangia questo che ti fa bene”, “Evita quello perché ti fa male” . Impara ad ascoltare il tuo corpo e a fidarti di quello che ti dice.

FAME DEL CUORE

Questa è la fame emotiva, quella che ci solleva dallo stress, ci aiuta a contrastare la noia, che ci fa dimenticare, che ci fa calmare….quando il cibo diventa una medicina.  Il cibo non è più solo nutrimento! E questo è normale che accada, ma se l’unico modo che abbiamo per gestire le nostre emozioni, qualsiasi esse siano, è il cibo, allora non saremo più liberi di scegliere ma saremo ingabbiati in un circolo vizioso dal quale sarà difficile uscirne.

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Sarà importante riconoscere i vari tipi di fame perchè capiremo  quali sfere emotive abbiamo bisogno di soddisfare. Questo potrà avvenire attraverso la pratica e l’esercizio  della Mindful eating, cioè del mangiare in modo consapevole, portando attenzione in modo intenzionale a tutto ciò che ci accade mentre mangiamo.  Solo così potrai nutrire  con soddisfazione il tuo corpo, dando al cibo il corretto significato e il giusto valore.

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